PERCHE' E' IMPORTANTE VOTARE DORFMANN*

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  • Creato Venerdì, 23 Maggio 2014 07:24

Caro Direttore,

ho seguito con grande interesse il dibattito che in questi giorni ha trovato ospitalità sul Suo giornale. Credo però che molte delle riflessioni che sono state fatte non colgano né l'importanza della partita europea, né quella sul significato e sul valore di un partito territoriale. 

In quest'ultimo anno, che ha visto una congiuntura politico - istituzionale particolarmente difficile, siamo riusciti a salvaguardare la nostra Autonomia non solo perché a Roma vi è una autorevole rappresentanza autonomista, ma anche perché si è creata una preziosa quanto inedita filiera istituzionale che parte dalla Regione e dalle due Province, passa dai gruppi parlamentari e giunge fino a Bruxelles con Herbert Dorfmann.

Un fatto reso possibile anche grazie all'affinità politica dei due Presidenti di Trento e Bolzano: quella che un tempo era una semplice, e a volte travagliata, collaborazione istituzionale sta diventando sempre più una condivisione strategica e politica, testimoniata anche dal documento unitario (per la prima volta nella storia) presentato al Presidente Renzi durante le consultazioni per il suo Governo. 

Va poi sottolineato che, in Europa (come a Roma), Trento e Bolzano non possono essere in competizione per un motivo molto semplice. Le politiche che vengono discusse riguardano ambiti e temi che coinvolgono bacini territoriali ben più ampi di un mero territorio provinciale e dove l'interesse di Trento e Bolzano è lo stesso: il tipo di agricoltura su cui puntare, gli interventi a favore delle piccole e medie imprese, l'Euregio, la Macroregione Alpina, le politiche ambientali, quelle sulla formazione, sullo scambio linguistico e sul mercato 

del lavoro. 

Quello che conta, e che fa la differenza, è il mantenimento e il rafforzamento di quella filiera cui ho accennato prima, soprattutto adesso che a Roma l'attuale legislatura sembra avere una vita più lunga di quella che appariva subito dopo le elezioni del febbraio 2013.

A Roma il Partito Democratico rappresenta a ragione un prezioso argine contro le derive qualunquiste e populiste, contro l'imbarbarimento della disputa politica. Ed è un alleato importante, anche in Provincia e in Regione, anche nelle tante realtà che amministriamo assieme. Gli accordi sottoscritti tra gli autonomisti e il PD nazionale ne sono, se ce ne fosse bisogno, la riprova.   

Ma è anche vero che il PD è un partito nazionale, con il quale ci sono molte convergenze dal punto di vista politico e valoriale, ma che ha una sensibilità, una vocazione e degli obiettivi di natura diversa. Non a caso ha il tricolore nel suo simbolo, l'Italia come parola-chiave di qualunque campagna di comunicazione e uno statuto, finanche quello del PD del Trentino, che non fa alcun accenno alla nostra autonomia e non definisce l'interesse locale come in qualche modo prioritario. 

Detto ciò, fa piacere che all'interno del PD Trentino si stia sviluppando una riflessione importante sulla questione territoriale. Rimane un alleato prezioso anche in questa competizione europea ed ha candidati di assoluto valore. Ma, lo ripeto, il suo progetto è un progetto diverso. E il PD Trentino deve rivendicare la sua territorialità prima a Roma che a Trento. Compiendo una scelta in questo simile a quella dell'UPT, che, non a caso, abbiamo salutato positivamente e che ci renderebbe altrettanto felici.  

Sul partito territoriale, invece, vale la pena di sgomberare il campo da alcuni equivoci. Come noi del PATT abbiamo sostenuto in altre occasioni, non può e non deve essere una fusione a 

freddo tra più gruppi dirigenti. Ma un processo che coinvolga la società trentina, che inneschi 

un meccanismo in grado di  riconnettere sentimentalmente politica e cittadini. Un progetto che punti in alto, che sia ambizioso, radicato con forza nella nostra storia ma con lo sguardo tutto proiettato verso il futuro. 

Perché l'autogoverno rappresenta la principale caratteristica della nostra storia e della nostra identità. Annacquandolo all'interno di un progetto più ampio, renderlo una corrente o poco più all'interno di un progetto che ha altre ambizioni, è un'operazione che rischia di normalizzare la nostra specialità. 

Il Partito Territoriale serve invece per dare alla nostra diversità tutto il respiro di cui ha bisogno e  per dare senso al nostro essere una Comunità Autonoma. Con una serie di vantaggi. Il primo è che ha dalla sua il fatto di rappresentare una pluralità di visioni e di interessi. Visioni e interessi portati a sintesi proprio per l’attitudine di questi partiti - in quanto interpreti della generalità di un territorio - di far prevalere gli interessi comuni su quelli parziali e di corporazione. Il secondo pregio è la capacità di tenuta nel tempo. Se per i partiti territoriali il radicamento e lo spirito comunitario non sono degli optional, ma il senso stesso del loro esistere, scelte e programmi non possono essere affidati alle mode del momento o al capriccio di un leader, per quanto carismatico possa essere. 

Per questo il perdurare nel tempo, interpretando e reinterpretando il divenire del proprio territorio, è un tratto tipico e costante dei partiti territoriali. Un fatto importante, soprattutto in una fase storica in cui nella scomposizione e ricomposizione continua del quadro politico nazionale, anche istanze legittime e fondanti, come sono le nostre, rischierebbero di venir mortificate o portate su sentieri e in aree politiche per noi innaturali. 

E allora se è vero che si è forti all'esterno solo se si è uniti all'interno, il Trentino oggi ha  bisogno di un autorevole e rappresentativo partito territoriale, il Trentino ha bisogno di Herbert  Dorfmann al Parlamento Europeo. Una sua significativa affermazione non solo darebbe forza alla filiera autonomista, ma rappresenterebbe anche un messaggio politico molto a tutte le forze politiche nazionali - a cominciare dagli amici del Partito Democratico - sul senso della nostra specialità e delle nostre domande di sviluppo, di crescita, di futuro. Per dare forza alla nostra autonomia, ma per dare forza anche alla nostra coalizione e alla felice particolarità che l'ha sempre contraddistinta. 


*pubblicato sull'edizione odierna de L'Adige